Ammonterebbe a complessivi 2, 3 miliardi il costo del bonus famiglie contenuto nel decreto per fronteggiare la crisi economica.
Secondo le ultime indicazioni trapelate da ambienti tecnici, ma il provvedimento potrà subire ulteriori ritocchi, il beneficio andrebbe ai lavoratori dipendenti e ai pensionati a basso reddito, a patto che non abbiano partita iva e dispongano di un reddito fondiario non superiore a 2. 500 euro. Il bonus sarebbe compreso tra un minimo di 200 euro ed un massimo di 1000.
Ai pensionati soli con un reddito fino a 15. 000 euro andrebbero 200 euro. Le famiglie con un reddito fino a 17. 000 euro e composte di due persone riceverebbero 300 euro, i nuclei di 4 persone con un reddito non superiore a 20. 000 euro riceverebbero 500 euro, mentre alle famiglie con oltre 5 componenti ed un reddito non superiore a 22. 000 sarebbero assegnati 1. 000 euro.
La stessa cifra spetterebbe alle famiglie con all'interno un portatore di handicap e con un reddito sotto i 35.000 euro.
Praticamente confermata anche l'estensione a precari ed "atipici" degli ammortizzatori sociali, la cui dote salirebbe dagli attuali 600 milioni a quota 800-1.000 milioni. Sicuro appare anche lo sconto sulle bollette dell'energia elettrica e del gas per i soggetti con redditi inferiori ai 20-25mila euro (ma platea e tetti restano da definire). E anche l'ammorbidimento delle norme che prevedono un riallineamento dei valori civili e fiscali dei bilanci, secondo i nuovi principi contabili.
Dell'elenco di misure del pacchetto anti-crisi considerate ormai quasi certe fanno anche parte la cosiddetta Iva per cassa, la proroga della detassazione degli straordinari e lo "sconto" dell'Irap almeno sulla parte della componente costo del lavoro (deducibilità del 10-15%). Uno sconto sostanzialmente confermato nel corso della Conferenza Unificata Governo-enti locali dal ministro Giulio Tremonti. Che fa sapere che per il via all'Iva per cassa occorre attendere l'ok della Ue. Praticamente sicura è la riduzione di tre (o quattro) punti degli acconti fiscali di novembre. Che non dovrebbe però riguardare l'Irpef, anche perché i sostituti d'imposta hanno già sostanzialmente provveduto al versamento.
Per le imprese il piano dovrebbe prevedere anche l'estensione del credito d'imposta per la ricerca e lo sviluppo anche ai casi in cui l'azienda scelga di affidare il progetto all'estero. Di fatto acquisita è poi la rivalutazione dei cespiti e dei beni strumentali. Quanto alle altre misure, resta molto "gettonata" la riduzione delle accise sulla benzina, almeno per il periodo natalizio. I tecnici stanno ancora verificando la compatibilità di questo intervento. Sembra tramontare invece l'ipotesi di una «Robin tax» sugli operatori di telefonia mobile.