Si chiama Futouring ed è la rappresentazione 'virtuale' dei beni culturali laziali che sarà presto realtà. Il progetto è stato presentato al Lubec, la rassegna sulle soluzioni Ict per i beni culturali e la promozione del territorio (Lucca, 21-22 ottobre).
Il Lazio è la prima e unica regione italiana ad avere un Distretto tecnologico per i beni e le attività culturali (Dtc), un sistema integrato che valorizza la storia attraverso le tecnologie. Il progetto, per cui sono stati sinora stanziati 61 milioni di euro (13 milioni già spesi in fondi attuativi), prenderà forma dai primi mesi del 2011 con il compimento, dopo 2 anni di attività e ricerca, di bandi pensati per il turista e per l'indotto - a partire da quello tecnologico - dell'industria dell'accoglienza.
Il Distretto è stato realizzato dalla Regione Lazio attraverso Filas - la finanziaria regionale per sviluppo delle Pmi - e vede la partecipazione dei ministeri dell'Istruzione, Università e Ricerca, dello Sviluppo Economico e dei Beni e Attività Culturali. In primo piano, gli strumenti ritenuti da Filas fondamentali per il turismo e soprattutto per lo sviluppo di un comparto, della tecnologia a supporto del bene culturale.
Ecco le novità del Distretto: un metaportale aggregatore dei beni culturali laziali, sei siti storici portati a nuova vita da show virtuali e applicazioni innovative di 'realtà aumentata', un bus digitale, prototipo per tour virtuali del bene culturale direttamente dal pullman, un 'centro di eccellenza' per la condivisione delle innovazioni. Infine, una cyber hall per scaricare gratuitamente su telefonini, tablet e computer tutto il virtuale possibile della Roma antica, con cartografie interattive e animazioni in 3d.
I turisti potranno navigare attraverso le prime 6 aree contemplate, una per ogni provincia laziale, oltre a un lotto aggiuntivo riservato al Comune di Roma. Molti i siti oggetto di realtà aumentata e di autentici show virtuali, in grado di riportare Cerveteri ai tempi degli Etruschi, di spettacolarizzare attraverso lame d'acqua la grotta e il complesso statuario dedicati ad Ulisse a Sperlonga, o ricreare olograficamente gli antichi manoscritti dell'Abazia di Cassino. Ma anche di rendere più affascinanti le bellezze di Palazzo Farnese a Caprarola attraverso multi visioni e quadri parlanti, o le collezioni di Palazzo Braschi a Roma attraverso tour virtuali e interattivi, fino a ricostruire il cammino di San Francesco, tra spiritualismo, storia e natura. Su questi siti saranno a breve attive le basi tecnologiche di realtà aumentata per telefonini intelligenti, computer, tablet, occhiali speciali, telecamere che permetteranno di connettere il mondo virtuale con quello reale.
Il direttore generale della Filas Stefano Turi spiega: "La tecnologia può fare da spartiacque tra il passato e il futuro del turismo culturale. Oltre a essere un modo per dare ulteriore valore al nostro patrimonio, questo tipo di offerta è sempre più apprezzata e richiesta da una domanda fortemente evoluta. Condividere una realtà culturale aumentata o le applicazioni per la mobilità può rivelarsi un’applicazione fondamentale per un patrimonio come il nostro, a tutto vantaggio delle strutture di accoglienza e di un indotto tecnologico rivendibile all'estero".