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News 27 dicembre 2012

Disabilità: In Italia quasi 4 milioni di persone con limitazioni funzionali
Di queste, il 52.7 % ha limitazioni gravi. Prevale la quota di donne e di over75. E' la famiglia la prima fonte di sostegno. Indagine Istat sull'inclusione sociale delle persone con limitazioni dell'autonomia personale.

3 milioni 947 mila persone di 11 - 87 anni che nel 2005 avevano riferito difficoltà nelle funzioni motorie, sensoriali o nelle attività essenziali della vita quotidiana, dichiarano di avere limitazioni funzionali anche nel 2011.
La maggior parte di esse riferisce di avere limitazioni gravi (52,7%), ovvero il massimo grado di difficoltà in almeno una delle funzioni della mobilità e della locomozione, della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, spogliarsi, mangiare, ecc) o della comunicazione (vedere, sentire, parlare).
Oltre la metà (51,5%) ha più di 75 anni. Tra le donne anziane è più alta, rispetto agli uomini della stessa età, la quota di quante sono colpite da limitazioni funzionali.

E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Istat, pubblicato il 14 dicembre 2012, "Inclusione sociale delle persone con limitazioni dell’autonomia personale. Anno 2011", che potete leggere in allegato.

Le difficoltà nelle attività essenziali della vita quotidiana e quelle di tipo motorio sono predominanti.
Nella popolazione giovanile (11-34 anni) con limitazioni funzionali, si osserva una maggiore propensione a restare nella famiglia di origine (92,2%) rispetto al totale della popolazione giovanile (67,8%).

Considerando congiuntamente l'assistenza sanitaria domiciliare e gli aiuti per la vita quotidiana, emerge la presenza di una quota consistente di persone che non beneficia di questo tipo di sostegno (16,9%).

La presenza di limitazioni funzionali ha un forte impatto sull'esclusione dal mondo lavorativo: solo il 16% (circa 300 mila individui) delle persone con limitazioni funzionali di 15-74 anni lavora, contro il 49,9% del totale della popolazione. Il 72% degli occupati con limitazioni funzionali sono uomini.
La quota di chi non è mai entrato nel mercato del lavoro è molto più elevata tra le persone con gravi limitazioni funzionali (il 18,5% contro l'8,8% tra chi ha limitazioni funzionali lievi).

Il 38,4% delle persone con limitazioni funzionali ha difficoltà ad accedere agli edifici per mancanza di supporti o assistenza, il 25,3% non riesce ad uscire di casa quando vorrebbe per motivi di salute ed il 14,1% è limitato nell'utilizzo del proprio veicolo per gli stessi motivi, con percentuali più elevate se le limitazioni sono gravi.
Il 45,8% delle persone di 15-87 anni con limitazioni funzionali (circa 1 milione e mezzo) ha difficoltà ad effettuare viaggi per vacanza a causa di problemi di salute. Per gli stessi problemi, circa un quarto del collettivo ha difficoltà nell'utilizzo di internet e nello svolgere attività nel tempo libero (rispettivamente 24,6% e 26,5%).

E' la famiglia la prima fonte di sostegno per le persone con limitazioni funzionali. Non a caso, per i giovani con limitazioni è più difficile lasciare la casa dei genitori rispetto ai coetanei: abita ancora in famiglia il 92,2 per cento delle persone di 11-34 anni, contro il 67,8 per cento della popolazione generale. Lo stesso vale per gli anziani, che vengono riaccolti spesso in famiglia (19,6 per cento). Sulla famiglia si fa affidamento in caso di bisogno (83,1 per cento), ma da lei si riceve anche aiuto concreto (55). Eppure non basta. Il 7,6 per cento delle persone sostiene di non avere aiuti, ma ne avrebbe bisogno, e il 31,2 per cento di quelle che hanno aiuti ritengono di averne ulteriore bisogno. Sono circa 750 mila le persone che fruiscono di assistenza sanitaria a domicilio: si tratta soprattutto di persone con limitazioni gravi (29,9 per cento) e anziani (23,1 per cento). Ma una quota di oltre i due terzi delle persone con gravi limitazioni funzionali non ne fruisce affatto. L'assistenza sanitaria a domicilio si traduce con visite del medico di famiglia (83,1 per cento) e ricorso a personale infermieristico (24,9 per cento); più contenuto il ricorso a fisioterapisti (18,3 per cento) o altri medici (16,7 per cento).

Quando si hanno limitazioni funzionali la speranza di un lavoro si allontana. Secondo l'Istat lavora solo il 16 per cento delle persone di 15-74 anni con autonomia limitata (300 mila, contro il 49,9 per cento dei residenti in Italia). Sono alcuni dei dati emersi dal Rapporto Istat sull'inclusione sociale delle persone con limitazioni dell'autonomia personale, diffuso venerdì scorso. Gli inattivi sono l'81,2 per cento, contro il dato nazionale del 45,4 per cento. Tra questi, è elevata la quota dei ritirati dal lavoro (43,1 per cento, contro il 6,7 per cento della popolazione generale). I disoccupati sono circa 54 mila e circa 250 mila persone non hanno mai lavorato. Netta la differenza di genere: tra gli uomini il 27 per cento ha un lavoro, mentre il dato per le donne si ferma al 7,8 per cento. Allo stesso modo, la quota di chi non lavora, non cerca lavoro e non ha mai lavorato tra le donne è molto più elevata (21,5 per cento) che tra gli uomini (2,2 per cento).
Per quanto riguarda gli occupati, la maggior parte sono dipendenti (76,9 per cento), con contratto a tempo indeterminato (85,9 per cento), impiegati nel pubblico (54,7 per cento), con un part time (28,3 per cento). Tra coloro che hanno limitazioni funzionali gravi, quasi la totalità lavora come dipendente (91,2 per cento). Circa un quarto degli occupati (24,4 per cento) ha problemi a svolgere l'attività lavorativa, in particolare per l'orario e il tipo di lavoro, per motivi di salute o per difficoltà funzionali, mentre l'11,7% lamenta la mancanza di flessibilità (orario, telelavoro, possibilità di svolgere lavori meno faticosi). Complessivamente le persone che non lavorano, attualmente non cercano lavoro e non hanno mai lavorato sono 250 mila, quasi tutte donne (93 per cento), in larga parte con gravi limitazioni (64,4 per cento). Circa 69 mila persone non hanno mai cercato lavoro per problemi di salute.

http://www.istat.it/it/archivio/77546

Fonte: ISTAT
Numero letture: 1226

 

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