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News 20 dicembre 2012

Piano casa, regolamento per canoni calmierati
La Giunta regionale ha approvato il Regolamento che determina criteri e modalità per la definizione del canone calmierato per l'edilizia sociale.

La Giunta regionale ha approvato il Regolamento che determina criteri e modalità per la definizione del canone calmierato per l'edilizia sociale. "Questo provvedimento - dichiara la presidente Renata Polverini - ci consente di portare a compimento quel processo di innovazione introdotto con l'approvazione del Piano Casa regionale, con particolare attenzione alle categorie più disagiate che potranno usufruire di alloggi a canone calmierato: un aiuto per le famiglie della nostra Regione, in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo".

Il Regolamento dà attuazione alla norma del Piano casa che consente interventi su edifici per cambi di destinazione d'uso da non residenziale a residenziale, impegnando a destinare una quota non inferiore al 30% della superficie complessiva oggetto di trasformazione alla locazione a canone calmierato per l'edilizia sociale.

"In un momento così delicato per le istituzioni - aggiunge l'assessore regionale a Politiche per la casa e Tutela dei consumatori Teodoro Buontempo - che da un lato non riescono a garantire in maniera ottimale i servizi ai cittadini per effetto della crisi economica, mentre dall'altro si rendono protagoniste in negativo di una mala gestione delle risorse pubbliche, credo debba essere salutata con favore l'approvazione del Regolamento regionale che chiarisce, in forma univoca e vantaggiosa, i criteri di applicazione del canone calmierato per gli alloggi di edilizia residenziale realizzati interamente con capitali privati. Ritengo che con questo Regolamento sia stato raggiunto un buon punto di equilibrio fra interessi privati e interessi pubblici".

Il Regolamento, oltre a individuare i destinatari, determina anche i criteri, le modalità e i tempi per la locazione e per la determinazione del canone, la durata del vincolo di locazione con le relative caratteristiche del contratto, nonché le eventuali possibilità di alienazioni dei beni, prevedendo che questi possano essere venduti esclusivamente ai soggetti aventi diritto, riconoscendo al contempo al locatario o assegnatario il diritto di prelazione sulla vendita.

Nel dettaglio, il Regolamento stabilisce che il canone mensile dell'immobile sia determinato sulla base di determinati valori: 5 euro al mq per gli alloggi ubicati nel territorio di Roma Capitale e 4 euro al mq per quelli negli altri comuni del Lazio. Possono accedere agli alloggi riservati i cittadini italiani, di paesi aderenti all'Unione europea e stranieri, purché regolarmente soggiornanti e iscritti nelle liste di collocamento o esercitanti regolare attività di lavoro, che abbiano residenza o svolgimento di attività lavorativa nel territorio regionale, che non siano titolari di un diritto di proprietà piena, usufrutto, uso e con reddito annuo complessivo non superiore a quello della terza fascia previsto per l'accesso all'edilizia agevolata

Una percentuale non inferiore al 50% degli alloggi riservati al canone calmierato è destinata a particolari categorie sociali: nuclei familiari composti da almeno 5 persone conviventi; nuclei con anziani over 65; giovani coppie conviventi con meno di 35 anni di età; soggetti sottoposti a provvedimento esecutivi di rilascio di un'abitazione per cause diverse dalla morosità; nuclei familiari comprendenti soggetti disabili permanenti con una percentuale non inferiore al 65%.

Tra le categorie cui il Regolamento riserva una quota sono contemplati anche i soggetti che devono lasciare l'abitazione coniugale a seguito di sentenza di separazione, di divorzio o cessazione degli effetti del matrimonio, studenti fuori sede, stagisti, borsisti, ricercatori, partecipanti a corsi di formazione o master e gli appartenenti al comparto della sicurezza: Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Forze Armate. Gli alloggi riservati alla locazione a canone calmierato sono inoltre vincolati a tale destinazione per un periodo non inferiore ai 15 anni.

Fonte: Regione Lazio
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