lunedì 26 giugno 2017
  •   |  A
  •   |  A
  •   |  A
Sei in : Home » News » News

News

News

 

News 23 ottobre 2013

Ecco il volume dedicato all’assistenza del ‘paziente complesso’
Presentato a Roma il volume a cura del Ministero della Salute che analizza i “Criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale nell’assistenza del paziente complesso”. Punto di partenza: un approccio all’assistenza sempre più integrato tra i vari professionisti senza dimenticare l’importanza di fenomeni biologici, psicologici e sociali

Gli ultra 65enni, attualmente sono il 20,3% della popolazione, ma diverranno il 33% nel 2030; la decade di popolazione che cresce più rapidamente è quella tra gli 80 e i 90 anni. Gli ultracentenari in Italia, attualmente sono 17.000, e decuplicheranno entro 30 anni. Tutto ciò comporta un carico di patologie e disabilità, cioè di bisogni di salute, in costante incremento. In questo  contesto non può sfuggire il dato che il 50% degli anziani con più di 65 anni assume più di 5 diversi farmaci al giorno, che il numero delle persone disabili (attualmente 2.800.000) aumenterà entro il 2030 del 70%, superando quota 5 milioni. Questo, anche e fortunatamente,per la “guarigione con esiti” di tanti cittadini che sopravvivono a patologie fino a pochi anni orsono fatali (cosiddette “long survivors”).

Ma come fare ad assistere questa massa di cittadini nei prossimi decenni? A fornire una prima rotta ci prova il Quaderno della Salute numero 23 “Criteri di appropriatezza clinica, tecnologica e strutturale nell’assistenza del paziente complesso” presentato oggi a Roma. Il Quaderno rappresenta il primo documento che analizza e affronta di petto la questione dell’assistenza al cosiddetto ‘paziente complesso’ ovvero quell’assistito che vive e convive con più patologie e morbi.  “La coesistenza di più patologie – si legge nella prefazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin -, spesso senza la possibilità di individuare quella prognosticamente e terapeuticamente più saliente (multimorbilità), è un’altra caratteristica dei nostri tempi, così come sta divenendo proporzionalmente meno importante l’agire medico incentrato su un approccio riduzionistico (malattia → terapia → guarigione) soverchiato dalla necessità di un approccio di sistema (persona → definizione dei problemi → qualità della vita); approccio di sistema in cui l’intero comportamento del tutto altro non è che il portato, ovvero “emergenza” delle interazioni (e non della semplice somma) delle singole componenti. Approccio utile, per non dire indispensabile, in particolar modo nelle patologie croniche che sono la vera problematica globale attuale e ancor più del futuro (il World Economic Forum ha stimato in 47 trillioni di dollari la spesa per le patologie croniche nel 2030). Nuovi bisogni di salute perché “nuovo” è il paziente, un paziente complesso. Un Sistema Sanitario Nazionale moderno, nel rispetto dei tre pilastri prima enunciati di scientificità, compatibilità sociale e sostenibilità economica, deve saper rispondere a una serie di nuove esigenze:

- deve saper fronteggiare la necessità di favorire una maggiore sensibilità, una corretta informazione nei confronti del cittadino utente, anche realizzando una specifica formazione (fondamentale in questo il ruolo delle università attualmente sicuramente sub-ottimale) delle professioni sanitarie;

-deve poter potenziare e sviluppare i presupposti, innanzitutto culturali, del lavoro in equipe; un corretto approccio biologico, psicologico e sociale ai bisogni del paziente complesso non può infatti prescindere da una coordinata e pro-grammata interazione tra tutte le figure professionali coinvolte, nel rispetto delle qualifiche e competenze acquisite;

-deve ridefinire i percorsi diagnostici e terapeutici. La “scomposizione” del malato nelle singole patologie da cui è afflitto porta lo “specialista d’organo” a un proprio percorso diagnostico e terapeutico che spesso si sovrappone o addirittura confligge con quello di altri colleghi, portando a iperprescrizioni di indagini  laboratoristiche e strumentali e a politerapie farmacologiche contrastanti e dannose.  In quest’ottica non va trascurata la possibilità di intervenire in modo incisivo, con provvedimenti ad hoc, anche sui costi spropositati della medicina difensiva, basata sui presupposti fondanti della Evidence-Based Medicine, non sempre rigidamente e funzionalmente applicabili al paziente complesso.  In quest’ottica di approccio integrato al paziente va sicuramente incentivata la ricerca sui principi ispiratori della “Systems Medicine” ovvero su approcci olistici integrati multidisciplinari (scienze biologiche e mediche in senso ampio – quindi comprendenti l’analisi approfondita delle componenti socioeconomiche e psicologiche – intorno alla persona, medical informatics e computer science, fino alla modellizzazione matematica per l’ottimizzazione della  sperimentazione clinica) che affrontino il paziente complesso con strumenti di analisi potenzialmente capaci di comprendere gli elementi strutturanti la complessità e quindi di suggerire strategie di ottimizzazione  terapeutica e di gestione. Questi approcci, del resto, hanno ricevuto particolare attenzione e rilevante finanziamento nelle fasi finali del 7° Programma Quadro della Commissione Europea e costituiscono una parte rilevante nella programmazione di “Horizon 2020”, il programma europeo di finanziamento alla Ricerca e Innovazione che coprirà il settennio 2014-2020. Alla ricerca biomedicale in senso stretto, con le caratteristiche di “olisticità” descritte, poi dovrà senz’altro affiancarsi un approccio severo all’analisi degli aspetti di sostenibilità gestionale finalizzato all’ottimizzazione dell’impiego delle risorse, sempre più limitate, per traslare best practices veramente innovative ed efficienti”.

“L’ospedale – conclude la prefazione del Ministro - conserva sicuramente un ruolo fondamentale, ma è ormai evidente che l’utilizzo di indicatori di costo, quali i DRG attualmente in uso, sfocia in una situazione che, oltre che eccessivamente onerosa per il SSN, è anche incapace di interpretare,  descrivere e rispondere alle reali esigenze del cittadino che, in un particolare momento della traiettoria della sua esistenza, diviene paziente complesso. Mettere quindi a punto nuovi indicatori di costo, corrette analisi di determinanti e misuratori di risultato diviene esigenza prioritaria, così come il garantire continuità assistenziale nella delicata transizione ospedale-territorio e, perché no, territorio- ospedale, con il potenziamento e la qualificazione di setting assistenziali dedicati alla post-acuzie e alla cronicità”.

Allegato


IL VOLUME "Paziente Complesso"

Fonte: Ministero della Salute
Numero letture: 960

 

Archivio News

Copyright © 2005-2017 Cooperativa Astrolabio - Segretariato Sociale Latina.
CSS Valido!   Valid XHTML 1.0 Strict   Level Double-A conformance icon, W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0