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News 29 maggio 2014

Epatite C, nuovo farmaco molto costoso. Lorenzin: “Non compratelo sul web”
C’è una nuova cura contro l’epatite C ma ha un costo proibitivo: 60 mila euro. Promette di eradicare il virus con tre cicli di trattamento dal costo di 20 mila euro l’uno. In Italia non è ancora disponibile, è in fase di approvazione da parte dell’Aifa

C’è una nuova cura contro l’epatite C ma ha un costo proibitivo: 60 mila euro. Promette di eradicare il virus con tre cicli di trattamento dal costo di 20 mila euro l’uno. In Italia non è ancora disponibile, è in fase di approvazione da parte dell’Aifa: qualcuno si sta organizzando per acquistarlo a San Marino ma alcuni malati avrebbero comprato il nuovo farmaco, il Sufosbuvir, da farmacie online con base in India. Da qui il monito del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha chiesto di evitare l’acquisto di farmaci online. L’Adoc interviene sulla vicenda e denuncia: il Paese è in grave ritardo nel far entrare trattamenti sanitari essenziali.

Si legge sul sito del Corriere della Sera: “Promosso a metà dicembre negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration e a metà gennaio dall’European Medicines Agency (Ema), l’analogo ente europeo, è ora in fase di approvazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che ha promesso di arrivare al “via libera” entro giugno, ovvero i cento giorni previsti per legge, definendone prezzo e rimborsabilità”. Nel frattempo qualcuno tenta la “carta” dell’acquisto online, che però è poco sicura, come ha ribadito il Ministro Lorenzin: “I farmaci vanno acquistati attraverso canali sicuri per evitare il rischio di contraffazione: i prodotti comprati online potrebbero non essere efficaci o addirittura pericolosi. L’Italia sta trattando il prezzo del farmaco anti-epatite C in modo molto più forte rispetto ad altri Paesi europei – continua Lorenzin – e quello che cercherò di fare è di garantirlo a tutti, non basandoci solo, come stanno facendo altri Stati, sull’aspettativa di vita dei pazienti”.

Perché l’Italia è così in ritardo nel combattere malattie estremamente gravi come l’epatite C? In Europa e negli Stati Uniti la nuova cura è già disponibile, da noi no – dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc – La conseguenza è che chi può permettersi la costosa cura è tentato da acquistare fuori dal Paese o, rischiando di incappare in prodotti contraffatti e pericolosi, sul web. I lunghi tempi di attesi, legati principalmente a fattori economici e di rimborsabilità, sono intollerabili per molti cittadini che si trovano nello stato avanzato della malattia, ci domandiamo a questo punto a cosa serva veramente l’Aifa. Piuttosto invitiamo il ministro Lorenzin a investire maggiori risorse nell’Istituto Superiore di Sanità, al fine di amplificare le attività di controllo sui farmaci disponibili sulla rete, per valutarne eventuali rischi. I forti ritardi del Paese fanno aumentare il rischio di un’uscita dell’Italia da quella cerchia di Paesi più “civili” e attenti alla salute del cittadino. Farmaci introvabili o estremamente costosi, strutture sanitarie in difficoltà, la situazione è delicata e pericolosamente in bilico. Va rivisto, a nostro avviso, il concetto di malato europeo, transnazionale, tendente a una maggiore accessibilità, anche economica, alle cure e ai trattamenti sanitari. I cittadini malati hanno bisogno di risposte celeri e serie”.

Fonte: Governo
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