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News 25 luglio 2014

La Riforma del Terzo Settore punto per punto
Bond solidarietà, stabilizzazione del 5 per mille, servizio civile anche all’estero, nuova ‘impresa sociale’, obbligo di trasparenza delle associazioni: ecco i punti focali della Riforma del Terzo Settore che verrà ufficialmente presentata a stretto giro di posta dal Ministro Lorenzin.

Bond solidarietà, stabilizzazione del 5 per mille, servizio civile anche all’estero, nuova ‘impresa sociale’, obbligo di trasparenza delle associazioni: ecco i punti focali della Riforma del Terzo Settore che verrà ufficialmente presentata a stretto giro di posta dal Ministro Lorenzin.

La riforma, che  mira a valorizzare il volontariato, oggi basato in Italia sul coinvolgimento di 5 milioni di persone, non dovrà in nessun modo pesare sui conti dello Stato. “Dall’attuazione delle deleghe contenute nel provvedimento - si legge nella Relazione Tecnica - non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“.

La Riforma del Terzo Settore è stata varata dal Consiglio dei ministri con un disegno di legge delega e ha 6 mesi di tempo per il varo dei decreti delegati e le nuove norme dovrebbero dunque cominciare ad operare dal 2015.

Tra i principi generali a cui i decreti legislativi dopo l’approvazione della legge delega dovranno attenersi, segnaliamo:

  • definire criteri e vincoli di strumentalità dell’attività d’impresa rispetto alla realizzazione degli scopi istituzionali e introdurre un regime di contabilità separata finalizzato a distinguere la gestione istituzionale da quella imprenditoriale
  • revisione e promozione del sistema dei Centri di servizio per il volontariato e riordino delle modalità di riconoscimento e di controllo degli stessi
  • per l’impresa sociale, previsione di forme di remunerazione del capitale sociale e di ripartizione di utili nel rispetto di condizioni e limiti prefissati
  • per l’impresa sociale, razionalizzazione delle categorie di lavoratori svantaggiati tenendo conto delle nuove forme di esclusione sociale
  • per gli enti del terzo settore, introdurre un regime di tassazione agevolativo che tenga conto delle finalità solidaristiche e di utilità sociale dell’ente
  • razionalizzare e semplificare il regime di deducibilità e detraibilità dal reddito delle persone fisiche e giuridiche delle erogazioni liberali, in denaro e in natura, disposte in favore degli enti del Terzo settore
  • promuovere l’assegnazione ad enti del terzo settore degli immobili pubblici inutilizzati

I punti basilari della Riforma del Terzo Settore

Bond solidarietà. Verranno introdotti meccanismi volti alla diffusione dei titoli di solidarietà e di altre forme di finanza sociale.

5 per mille permanente. Cambia la fiscalità. Il meccanismo del 5 per mille, oggi ancora da finanziare ad ogni legge di stabilità, diventerà permanente. Prevista anche l’introduzione di una tassazione che tenga conto non solo delle finalità solidaristiche delle onlus ma anche del “divieto di ripartizione degli utili”. In questo ambito verranno anche riviste tutte le agevolazioni, detrazioni e deduzioni, fiscali che ad oggi riguardano le attività di volontariato.

Servizio civile, anche all’estero. Si riforma anche il servizio civile per il quale si prospetta una “programmazione almeno triennale” dei contingenti di giovani, “anche stranieri”. I ragazzi e le ragazze coinvolti faranno anche esperienze all’estero, dentro o fuori la Ue. Il servizio civile farà curriculum sia “nei percorsi di istruzione” che “in ambito lavorativo”.

Immobili non utilizzati e della criminalità. Per sostenere economicamente gli enti del terzo settore verranno studiate forme per accelerare l’assegnazione, a loro favore, degli immobili pubblici inutilizzati o dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Impresa sociale. Vengono ridisegnate la disciplina delle società che operano in questo settore, con “ampliamento dei settori di attività”, “previsione di forme di remunerazione del capitale sociale”, “possibilità di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio”, “introduzione di misure fiscali volte a favorire gli investimenti di capitale nelle imprese sociali”.

Registro unico di settore. Servirà a favorire “la piena conoscibilità” di quanto fa il terzo settore in tutto il territorio nazionale.

Fonte: Governo
Numero letture: 686

 

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