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News 28 luglio 2014

Patto per la Salute 2014-16: novità su ticket, esenzioni, posti letto ospedalieri
Il Patto per la Salute 2014-16 è stato varato dal Governo Renzi tramite il Ministro Beatrice Lorenzin e prevede molte novità per quanto riguarda la struttura ospedaliera italiana: l’accordo raggiunto tra lo Stato e le Regioni diventerà operativo sulla base di 337 miliardi da impiegare nel prossimo triennio.

Il Patto per la Salute 2014-16 è stato varato dal Governo Renzi tramite il Ministro Beatrice Lorenzin e prevede molte novità per quanto riguarda la struttura ospedaliera italiana: l’accordo raggiunto tra lo Stato e le Regioni diventerà operativo sulla base di 337 miliardi da impiegare nel prossimo triennio.

Le novità principali alimentate dal Patto per la Salute – e non tutte piacciono a sindacati e addetti ai lavori – prevedono nuovi ticket e nuove esenzioni, un nuovo prontuario per i medici, meno ‘ospedaletti’ e cure più ‘presenti’ sul territorio e nuove regole per l’assunzione del personale.

Ticket per reddito

La revisione di compartecipazioni ed esenzioni deve evitare che queste siano barriere per l’accesso ai servizi e alle prestazioni: equità e universalismo devono essere le parole d’ordine. Per questo il nuovo sistema – che deve essere messo a punto entro il 30 novembre da un gruppo di lavoro misto Regioni-Salute-Economia-Agenas e dal quale si attendono risparmi per almeno 200 milioni – dovrà considerare il reddito, la composizione del nucleo familiare ed essere semplice e chiaro per la sua applicazione. Poi, compatibilmente con le informazioni disponibili, più in là si potrà considerae la condizione “economica” del nucleo familiare. E il sisterma dovrà garantire lo stesso gettito per ogni Regione.

Farmaci: si rivedono Prontuario e valutazioni le fa l’Health Technology Assessment

Il Prontuario passato al filtro del criterio costo/beneficio mettendo in pista anche i prezzi di riferimento tarati su categorie terapeutiche omogenee. Torna in pista così la revisione della lista dei farmaci concedibili a carico del Ssn, prevista ormai due annifa dal decreto «Balduzzi» (Dl 158/2012 – L. 189/2012, articolo 11) e mai varata.

E a fare da contraltare alle norme che gettano sul tavolo della trattativa prezzi di riferimento e categorie terapeutiche omogenee senza peraltro fissare scadenze temporali di alcun tipo, le misure in tema di contestualità tra autorizzazione all’immissione in commercio e definizione del regime di rimborsabilità, lo stop allla variabilità dei Lea farmaceutici a lume di codice di avviamento postale, l’altolà alle scelte personalizzate o pittoresche delle Regioni in trem,a di equivalenza terapeutica.

Tra le informazioni destinate a “pesare” nell’agenda dei controllori dei nuovi percorsi spicca senz’altro la messe delle informazioni attese dall’avvento “ufficiale” dell’Health Technology Assessment ai fini della valutazione nazionale dei medicinali.

Sanità digitale: un patto nel Patto

Le Regioni e il Governo hanno trenta giorni di tempo dall’approvazione del Patto per la Salute per stipulare un altro patto: quello per la Sanità digitale. Si tratta di un piano strategico per eliminare gli ostacoli che rallentano la diffusione dell’e-health e per evitare realizzazioni parziali a macchia di leopardo come avvenuto fino a oggi. Si individuerano le priorità, i modelli di riferimento e gli strumenti di finanziamento, anche in partnership pubblico-privato. E lo strumento per programmare gli interventi sui sistemi informativi sarà il «Piano (triennale) di evoluzione dei flussi Nsis», che consentirà anche il monitoraggio dei Lea e dei relativi costi.

Umanizzazione delle cure: più rispetto per la persona

Gli interventi in questo senso delle Regioni dovranno coinvolgere aspetti strutturali, organizzativi e relazionali dell’assistenza. Per attuarli si potranno utilizzare le risorse vincolate e dovrà comunque essere predisposto un programma annuale in cui prevedere almeno un’attività progettuale sulla formazione del personale e una di “cambiamento organizzativo” con aree prioritarie definite: area critica, pediatria, comunicazione, oncologia, assistenza domiciliare.

Ospedali tra standard e continuità assistenziale

Va adottato senza ulteriori rinvii il regolamento sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi. Con una serie di modifiche annunciate (ma non ancora formalizzate) in cui si prevede che il limite di posti letto per le case di cura private accreditate resta 60, ma da 40 in su sarà possibile eseguire accorpamenti amministrativi che le salverebbero praticamente quasi tutte rispetto alla versione iniziale degli standard. Per le monospecialistiche il criterio resta lo stesso, tranne per quelle di neuroriabilitazione che non avrebbero limiti.

Per quanto riguarda i posti letto pubblici, fermo restando lo standard di 3,7 posti letto per mille abitanti, la revisione finale degli eventuali tagli, avrebbe abbassato l’asticella delle riduzioni dagli oltre 7mila posti letto in meno previsti ai tempi di Balduzzi (tra 14.043 in meno per acuti e 6.653 in più per la post-acuzie), a circa 3mila-3.500 tagli veri e propri.

Entro il 31 ottobre poi si dovrà anche stipulare un’intesa sugli indirizzi per realizzare la continuità assistenziale con l’ospedale a domicilio del cittadino-paziente.

Fonte: Governo
Numero letture: 732

 

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