Carenza di strutture pubbliche per i bambini sotto i 3 anni, forte domanda di servizi, un mercato in crescita, sensibili disparità regionali: ecco perché aprire un asilo nido può essere una bella opportunità di lavoro e al tempo stesso un servizio di utilità sociale.
Le potenzialità del mercato
Avviare un asilo nido privato può essere una buona opportunità di business, oltre che un servizio di utilità sociale e di sostegno alle famiglie, specie se si analizza la situazione attuale del nostro Paese dal punto di vista dei servizi pubblici offerti a favore della primissima infanzia e delle caratteristiche delle nuove famiglie, con particolare riguardo ai tassi di occupazione femminile e ai nuclei familiari composti da un solo genitore.
Per quanto riguarda la situazione dei servizi a favore dei bambini da 0 a 3 anni, si riscontra una carenza cronica dell’offerta pubblica. In Italia questa fascia di popolazione conta secondo l’ISTAT poco più di 2 milioni di bambini. Di questi, solo una quota molto bassa riesce ad accedere agli asili nido comunali, gli altri ne rimangono esclusi, e spesso non riescono ad accedere neanche ad altri servizi integrativi.
L’ISTAT rileva, infatti, che nel 2009 in Italia solo il 14,6% dei bambini ha avuto la possibilità di frequentare un asilo nido pubblico o convenzionato. Questo dato, già di per sé molto basso (anche se in crescita), si aggrava se si considerano le forti differenze tra nord e sud del Paese. La disponibilità di posti nell’Italia meridionale e insulare è molto inferiore alla media, precisamente del 7,8%. A Palermo addirittura è del 3,6% e a Napoli del 2,9%. Casi virtuosi, invece, quelli di Bologna, con il 27,6% e di Firenze con il 24%.
Un’offerta ancora carente
Indicatori di un’esigenza diffusa di servizi alla prima infanzia non pienamente soddisfatta dalle strutture pubbliche sono le numerose iniziative avviate, in via per ora sperimentale e in maniera non ancora omogenea sul territorio nazionale, a favore della creazione di asili nido a domicilio, asili familiari o tagesmutter.
Questi progetti tuttavia non sono in grado di risolvere la carenza strutturale di asili nido, per cui non è difficile sostenere che anche nelle regioni dove la rete dei servizi pubblici funziona meglio, quali ad esempio Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige, vi sono dei concreti spazi per l’avvio di questo
tipo di attività da parte di aspiranti imprenditori.
Dai 3 mesi ai 3 anni
Avviare un asilo nido significa spesso avviare un’attività che permetta da un lato di integrare il reddito familiare con un’attività imprenditoriale vera e propria, e dall’altro poter seguire in prima persona la crescita e l’educazione dei propri figli piccoli. Sono infatti spesso le neo mamme ad essere attratte dall’idea di avviare un’attività imprenditoriale nei servizi all’infanzia. Ed è veramente ampio il panorama di questo settore, principalmente differenziato in base all’età dei bambini che vengono considerati.
Se si desidera lavorare con i bambini dai 3 mesi ai 3 anni è necessario avviare un asilo nido, secondo le prescrizioni dettate dalle leggi nazionali e regionali.
È importante però sottolineare che esistono alcune articolazioni e differenziazioni interne che riguardano le strutture che si occupano di bambini in questa fascia d’età, articolazioni legate principalmente alla grandezza della struttura, alla capacità di accogliere i bambini, all’orario di apertura e alla localizzazione.
In virtù di questo, nella presente guida trattiamo le seguenti formule di asilo nido:
• asilo nido
• asilo nido a tempo parziale
• micro nido
• asilo nido aziendale
• asilo nido a domicilio
L’asilo nido
Secondo le leggi regionali, l’asilo nido o nido d’infanzia è un servizio educativo e sociale destinato alla prima infanzia, aperto a tutti i bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni, senza alcuna discriminazione, che assicura la realizzazione di programmi educativi, la somministrazione dei pasti e tutti gli altri servizi di cura necessari al bambino.
Il nido d’infanzia consente alle famiglie modalità di cura dei figli in un contesto esterno a quello familiare, attraverso un loro quotidiano e continuativo affidamento a figure professionalmente competenti, diverse da quelle parentali e opportunamente formate. L’asilo può ospitare un numero massimo di bambini, variabile a seconda delle diverse leggi regionali, che indicativamente può essere intorno a 60 tra lattanti e
divezzi. Nella terminologia specifica i lattanti sono i bambini da 3 mesi a 1 anno, i semi lattanti o semi divezzi da 1 anno a 2 anni, mentre i divezzi sono quelli da 2 anni a 3 anni.
L’asilo nido deve normalmente garantire il servizio per almeno 5/6 ore al giorno e, salvo casi di particolare necessità familiare, per un massimo di 10 ore al giorno, per 5 giorni alla settimana.
Gli asili nido assicurano il servizio di mensa e di riposo in spazi adatti ed appositamente attrezzati.
I servizi da offrire
Presentiamo di seguito i servizi che possono essere offerti dalle diverse
tipologie di asilo nido descritte precedentemente. Alcuni di questi servizi fanno
parte dell’offerta obbligatoria di un asilo nido, altri possono essere offerti a
discrezione dell’imprenditore. Con intraprendenza e fantasia, se ne possono
aggiungere altri individuati anche in base alle esigenze evidenziate dai
potenziali clienti.
Si tratta di:
• custodia e cura dei bambini
• servizio mensa
• servizio di babysitter a domicilio
• servizio di baby bus
• organizzazione di feste per bambini
• consulenza psico–pedagogica.
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